Nel primo trimestre del 2026 le imprese lombarde si sono trovate a operare in un quadro economico complesso, caratterizzato da una crescita limitata e da un clima di fiducia in peggioramento. La Lombardia, principale regione produttiva del Paese, mantiene una base solida ma mostra segnali di rallentamento rispetto agli anni precedenti.
Le stime indicano per l’intero 2026 un incremento del prodotto interno lordo pari a circa lo 0,7%, accompagnato da una dinamica analoga per investimenti e consumi. Già nei primi mesi dell’anno, questo scenario si è tradotto in margini di sviluppo ridotti e in una maggiore attenzione da parte delle imprese alla gestione dei costi.
Calo della fiducia e aspettative negative
Uno degli elementi più rilevanti riguarda il peggioramento delle aspettative delle aziende. Le indagini congiunturali evidenziano un calo significativo del sentiment, in particolare per quanto riguarda fatturato e ordini.
Il saldo relativo alle previsioni sul fatturato risulta negativo, con un numero crescente di imprese che si attende una riduzione dell’attività. Analoga tendenza si osserva negli ordini ai fornitori, passati da valori positivi a livelli negativi, segnale di una minore propensione alla produzione e agli investimenti.
Industria in rallentamento, servizi più resilienti
Dal punto di vista settoriale, il quadro appare eterogeneo. L’industria continua a crescere ma con ritmi contenuti, con incrementi della produzione e degli ordini spesso inferiori all’1%. Le imprese manifatturiere risentono della debolezza della domanda interna e della volatilità dei mercati internazionali, fattori che incidono sulla programmazione produttiva.
Il settore dei servizi si conferma più resiliente, dopo una fase di crescita sostenuta nella seconda metà del 2025, in particolare nell’area di Milano. Tuttavia, anche il terziario mostra segnali di rallentamento nel primo trimestre 2026, con una stabilizzazione della domanda e aspettative negative sul mercato interno.
Commercio in difficoltà e consumi prudenti
Il commercio rappresenta uno dei comparti più esposti alla fase di debolezza economica. Le imprese segnalano un calo delle vendite attese e una riduzione degli ordini, in linea con un atteggiamento prudente delle famiglie.
Nonostante le previsioni indichino una crescita dei consumi su base annua, nel breve periodo pesa l’incertezza economica, insieme al livello ancora elevato del costo della vita, che frena la spesa.
Trasformazione del tessuto imprenditoriale
Un ulteriore elemento riguarda la dinamica del sistema produttivo. Il numero di imprese attive cresce in modo molto contenuto, con segnali positivi concentrati nei servizi e nelle attività innovative. Prosegue invece la contrazione dell’artigianato tradizionale, confermando un processo di trasformazione più che di espansione del tessuto imprenditoriale lombardo.
Export e occupazione: segnali di tenuta
Sul fronte internazionale, l’export continua a rappresentare un pilastro per l’economia regionale, pur mostrando segnali di rallentamento dopo un 2025 complessivamente positivo. Le prospettive restano condizionate dalle tensioni geopolitiche e dalle dinamiche del commercio globale, ma la vocazione internazionale delle imprese lombarde contribuisce a sostenere i livelli di attività.
Per quanto riguarda il mercato del lavoro, il primo trimestre evidenzia una sostanziale stabilità. La maggior parte delle imprese non prevede variazioni significative negli organici, riflettendo un atteggiamento prudente e orientato al consolidamento delle risorse esistenti.
Prospettive per il resto dell’anno
Nel complesso, l’avvio del 2026 per le imprese lombarde è segnato da una crescita debole, da aspettative in peggioramento e da una marcata differenziazione tra settori. La regione conferma la propria solidità strutturale, ma entra in una fase più difensiva, in cui le aziende privilegiano efficienza, controllo dei costi e selettività negli investimenti.
Le prospettive per i mesi successivi dipenderanno dall’evoluzione del contesto internazionale e dalla capacità della domanda interna di rafforzarsi. In assenza di elementi di discontinuità positiva, l’anno potrebbe svilupparsi lungo una traiettoria di crescita contenuta, con le imprese chiamate a mantenere un equilibrio tra resilienza e adattamento.
a cura di Francesco Megna, Responsabile in Banca
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