Torna al centro del dibattito politico lombardo il tema del Cup unico regionale, il sistema che dovrebbe consentire ai cittadini di prenotare prestazioni sanitarie nelle strutture pubbliche e private convenzionate attraverso un’unica piattaforma. A intervenire è il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Lombardia, Nicola Di Marco, che denuncia ritardi accumulati nel corso degli ultimi anni.
La richiesta di tempi certi per il Cup unico
«Da tre legislature, dieci anni, sentiamo parlare di Cup Unico. Lo strumento che dovrebbe consentire ai cittadini di poter prenotare all’interno di strutture pubbliche e private convenzionate secondo disponibilità, senza sentirsi rispondere che le agende sono chiuse. Uno strumento che realmente potrebbe accorciare le infinite liste d’attesa della sanità lombarda», ha dichiarato Nicola Di Marco.
Il sistema, secondo il rappresentante del Movimento 5 Stelle, rappresenterebbe una risposta concreta alle criticità legate alle liste d’attesa, consentendo una gestione più efficiente delle disponibilità tra pubblico e privato accreditato.
Le critiche alla Giunta regionale
Nel suo intervento, Di Marco ha evidenziato come il progetto sia sostenuto trasversalmente dalle forze politiche, ma non abbia ancora trovato piena attuazione.
«Sostenuto trasversalmente da tutte le forze politiche. Eppure, la Giunta regionale sul tema colleziona fallimenti da un decennio. Una situazione imbarazzante al punto che l’assessore Bertolaso non era nemmeno presente in Aula a discuterne», ha aggiunto.
Le critiche si concentrano in particolare sulla mancanza di una tempistica definita per l’attivazione del servizio, ritenuta indispensabile per garantire l’efficacia del sistema.
Mozione e possibili sanzioni
Il Movimento 5 Stelle ha annunciato il voto favorevole alla mozione sul rispetto dell’obbligo di adesione al Cup unico regionale da parte delle strutture private accreditate.
«Abbiamo votato questa mozione, perché come M5s pensiamo sia arrivato il momento di dire basta. Serve una data entro e non oltre la quale il Cup Unico deve entrare in funzione. Se ci sono delle resistenze da parte di alcuni istituti privati nella condivisione delle agende, Regione Lombardia ha il dovere di vincerle, anche arrivando a valutare il ritiro dell’accreditamento», ha concluso Di Marco.
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