È stato presentato a Vinitaly 2026, in corso a Verona, il progetto “Classese”, nuova iniziativa dedicata alla valorizzazione del Pinot Nero metodo classico dell’Oltrepò Pavese. L’obiettivo è rafforzare l’identità del territorio lombardo e migliorare il posizionamento delle produzioni vitivinicole sui mercati nazionali e internazionali.
All’incontro hanno partecipato l’assessore regionale all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste Alessandro Beduschi, l’assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale Elena Lucchini e la presidente del Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese Francesca Seralvo.
Un progetto per rafforzare identità e qualità del territorio
Il “Classese” si propone come una nuova denominazione legata al metodo classico, con l’intento di superare le frammentazioni del passato e valorizzare una delle aree più vocate alla produzione di Pinot Nero in Italia.
«Una iniziativa che vuole rilanciare un territorio dotato della maggior potenzialità nella produzione di vino come l’Oltrepò – ha dichiarato l’assessore Alessandro Beduschi –. Il debutto del Classese non è solo una nuova denominazione, ma il segno di una maggiore consapevolezza dell’Oltrepò Pavese, della sua identità e della sua vocazione per Pinot Nero e metodo classico. Un territorio che ha fatto la storia della spumantistica e che oggi torna a presentarsi sui mercati con più chiarezza».
Il recupero del nome “Classese” rappresenta, secondo Regione Lombardia, un passaggio volto a consolidare il posizionamento del territorio, puntando su standard qualitativi più elevati e su una maggiore coerenza produttiva.
Regole più rigorose e filiera condivisa
Il progetto introduce un nuovo disciplinare produttivo, condiviso tra gli operatori del settore, con criteri più stringenti per garantire qualità e riconoscibilità del prodotto.
«Classese è lo strumento che vuol valorizzare non solo il metodo classico ma tutto il territorio insieme ai produttori per rafforzare la fiducia del mercato – ha spiegato la presidente del Consorzio Francesca Seralvo –. Attraverso un nuovo disciplinare con regole chiare condivise da tutti gli operatori per impegnarsi definitivamente per la qualità. Solo pendici collinari e raccolta manuale in cassetta, con una presenza minima dell’85% di Pinot Nero e tempi lunghi di affinamento sui lieviti».
L’obiettivo è rendere l’Oltrepò Pavese un territorio più leggibile e riconoscibile, capace di competere con maggiore efficacia sui mercati internazionali.
Il ruolo della Regione e le prospettive per il comparto
Regione Lombardia sostiene il progetto come parte di una strategia più ampia di valorizzazione delle produzioni agroalimentari locali e delle filiere territoriali.
«Il debutto del Classese rappresenta un passaggio strategico per l’Oltrepò Pavese e per l’intero sistema vitivinicolo lombardo – ha sottolineato l’assessore Elena Lucchini –. Parliamo di un territorio con una vocazione storica straordinaria per il Pinot Nero, che oggi sceglie di rafforzare la propria identità attraverso un progetto condiviso e orientato alla qualità».
L’iniziativa punta a rafforzare la competitività del comparto vitivinicolo lombardo, valorizzando il legame tra prodotto e territorio e promuovendo un modello basato su collaborazione, qualità e riconoscibilità.
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