Cespira, società attiva nello sviluppo di sistemi avanzati di alimentazione per motori industriali, ha annunciato l’evoluzione della propria tecnologia proprietaria HPDI™ (High Pressure Direct Injection), giunta alla versione 3.0.
Il sistema consente ai costruttori di veicoli industriali di utilizzare piattaforme diesel esistenti riducendo in modo significativo le emissioni di anidride carbonica, attraverso l’impiego di carburanti a basse emissioni come GNL e BioGNL. Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’utilizzo combinato con BioGNL e carburanti rinnovabili come l’HVO permetterebbe una riduzione fino al 100% delle emissioni di CO₂ rispetto al diesel fossile.
Architettura evoluta e applicazioni industriali
La nuova generazione HPDI™ 3.0 introduce un’architettura aggiornata nella gestione della pressione del carburante, con l’obiettivo di migliorare precisione operativa, affidabilità e riduzione dei costi di esercizio.
Il sistema mantiene le caratteristiche tipiche del motore diesel, tra cui elevata coppia ai bassi regimi, autonomia e durata, utilizzando però un processo di combustione basato sull’accensione per compressione anche con carburanti alternativi. Questo elemento distingue la tecnologia dalle soluzioni a gas con accensione a candela, comunemente impiegate in altri sistemi.
Cespira: un ruolo nella transizione energetica del trasporto su gomma
Il settore degli autocarri a lungo raggio è considerato tra i più complessi da decarbonizzare, a causa delle elevate percorrenze e dei carichi operativi. In questo contesto, HPDI™ 3.0 viene presentata come una soluzione di transizione in grado di garantire continuità operativa riducendo al contempo le emissioni.
La tecnologia è progettata per essere compatibile con più carburanti, includendo oggi GNL e BioGNL e, in prospettiva, anche idrogeno, etanolo e metanolo. Questa impostazione modulare consente ai costruttori di estendere l’utilizzo delle piattaforme esistenti senza una riprogettazione completa dei veicoli.
Produzione e applicazioni nel settore industriale europeo
La produzione di HPDI™ 3.0 è prevista nel quarto trimestre del 2026, anche in seguito all’adozione del sistema da parte di Volvo Trucks per la sua nuova generazione di motori a gas da 13 litri. I primi veicoli equipaggiati saranno disponibili dal 2027.
La tecnologia sarà presentata ufficialmente all’IAA Transportation 2026, in programma a Hannover dal 15 al 20 settembre, appuntamento di riferimento per il settore dei veicoli industriali e della logistica.
In questo contesto, l’innovazione assume un rilievo anche per il mercato europeo e italiano, dove il trasporto merci su gomma riveste un ruolo centrale nelle filiere produttive. In particolare, territori come la Lombardia, caratterizzati da un’elevata concentrazione di attività logistiche e manifatturiere tra Milano, la Brianza e i principali corridoi autostradali, rappresentano un’area sensibile all’evoluzione delle tecnologie per la riduzione delle emissioni nel trasporto pesante.
Impatto su OEM e flotte operative
Secondo Cespira, HPDI™ 3.0 è pensata per offrire ai costruttori di veicoli industriali una piattaforma unica in grado di supportare diversi scenari energetici, migliorando il ritorno sugli investimenti e la flessibilità produttiva.
Per le flotte di trasporto, il sistema punta a ridurre il costo totale di esercizio mantenendo prestazioni e affidabilità comparabili a quelle dei motori diesel tradizionali. L’azienda sottolinea inoltre come la possibilità di utilizzare carburanti rinnovabili già disponibili sul mercato rappresenti un elemento di immediata applicabilità.
Dichiarazioni e prospettive industriali
Il ceo di Cespira, Carlos Gonzalez, ha evidenziato come la tecnologia sia pensata per offrire una soluzione immediata al settore del trasporto pesante.
«HPDI™ offre al settore dei veicoli pesanti ciò di cui ha urgentemente bisogno: un modo per ridurre le emissioni oggi, senza dover attendere una riprogettazione completa del veicolo o del motore. Per gli OEM e per le flotte si tratta di una soluzione che consente di agire subito, mantenendo al tempo stesso un percorso evolutivo verso carburanti futuri come idrogeno e metanolo», ha dichiarato.
Gonzalez ha inoltre sottolineato come l’approccio modulare della tecnologia consenta di adattarsi a un contesto energetico in continua evoluzione, senza vincolare il settore a un’unica soluzione tecnologica o a un singolo tipo di carburante.
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